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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001



lunedì, 12 maggio 2008


Riprendo i miei sogni

e

Ricomincio da...Me

 

buona settimana



pensieri di ilavi alle 01:04 commenti (3)
categoria vita, amicizia, emozioni


venerdì, 09 maggio 2008


La Madre è colei che dà la vita, che ci fa entrare nel mondo e ci permette di esistere”

Definizioni. Ovvie e perfino scontate.
Nessuno ti insegna ad essere madre. Non c’è libro che te lo spieghi veramente.
Lo impari sulla tua pelle e su quella dell’esserino che ti ritrovi tra le braccia.
E’ il panico! Ti chiedi : “ E mo’ che faccio? “

Eppure c’era già quando era solo un puntino e lo hai tenuto dentro di te per nove lunghi mesi. Il tuo sangue a farlo crescere. Poi senti per la prima volta il battito del suo cuore, lo senti muovere dentro di te. Un soffio, una piuma. Un frullio d’ali.

Eppure non sei ancora madre. Diventi madre quando, stremata, te lo ritrovi tra le braccia. E da quel momento ti scopri ad essere parte di un sapere antico, ancestrale, viscerale ed istintivo. Tutto passa in secondo piano.
Ma tuo figlio non è qui per farti felice. E’ qui per se stesso. Tu sei stata il mezzo perché si potesse realizzare la sua ipotesi di vita. I figli non si mettono al mondo per scaricare frustrazioni o esaudire desideri. Mettere al mondo un figlio è l’atto più estremo di generosità. Non tutte lo comprendono.

Così come non tutti comprendono che si può essere Madri al di là dei confini del DNA.
Si può essere Madri di un figlio non partorito da te , dei figli di altri, dei propri genitori quando saranno così vecchi e stanchi da non poter più badare a se stessi.
Si può essere Madri del mondo intero.

Essere Madri è una scelta e non un privilegio.




pensieri di ilavi alle 21:04 commenti (20)
categoria donne, auguri, dedica


mercoledì, 07 maggio 2008


La vita,
se la senti,
ti percorre sempre ma
noi la diamo per scontata. 
In certi momenti 
ne avverti maggiormente
la presenza
quando riesci a raccoglierti  in te stessa,
senza "rumori" dentro
 in un silenzio che "ti parla".
E allora la vita scorre in te ,
insieme a te...

Assaporo la dolcezza e la pienezza della vita 

"come l'alta marea"

Serenità.
Leggerezza.

Un dolce buongiorno a tutti


dora


pensieri di ilavi alle 07:29 commenti (25)
categoria vita, pensieri e parole


lunedì, 05 maggio 2008


meglio perdersi che non essersi mai incontrati... (de andrè)

IO .

Sempre in equilibrio sul filo della vita e delle emozioni... .

A volte mi domando se non sarebbe meglio saltare giù dal filo, provare se davvero si può volare o forse solo cadere senza farsi troppo male...

Buona settimana



pensieri di ilavi alle 08:13 commenti (25)
categoria donne, pensieri e parole


venerdì, 02 maggio 2008


Non saprai mai che cosa rappresenti per me.
In punta di cuore ho amato,  sempre nel timore di sbagliare, di aprire la mia anima troppe volte ferita. I miei sogni rinchiusi in una bolla di vetro infrangibile all’apparenza, in realtà fragile per chi avesse saputo scrutare dentro. Mille lacrime in segreto percorrevano la mia mente.  Suoni aspri vi penetravano. Il fragore di ciò che percepivo dovesse esistere provava poi a straripare in modo prepotente,spaventoso, devastante ma in silenzio, ogni volta, lo rinchiudevo in me. Avevo la mia vita, disegnata, costruita, in  ordine.
E poi sei arrivato tu come vento che spazza il deserto. Tempesta che tutto sommerge e trasforma. E la mente ha liberato i sogni e il cuore si è aperto all’aurora e al tramonto,  le lacrime hanno inondato il mio viso, lente, copiose, dolci,come lavacro dell’anima.
 Ho lasciato le mie paure ed ho deciso di vivere. Ho scelto di viverci.
Viverci  al di là del semplice rincorrersi dei giorni e delle notti,  insieme  senza violentare il nostro bisogno di solitudine ,nel dolore più profondo, e nella gioia più esaltante, nella dolcezza estenuante e nella rabbia graffiante.
Viverci con la musica del cuore, quella che non tradisce, che esplode e gioca, che ti rapisce e ti sfinisce senza smettere mai.
Senza che io sappia saziarmene mai


pensieri di ilavi alle 20:07 commenti (14)
categoria donne, vita, emozioni


mercoledì, 30 aprile 2008


Nelle fredde notti invernali senza luna, si aggira nei dintorni di Castel di Pietra, a poca distanza da Siena , un'esile figura che ,tra sospiri e pianti, pace non trova.. Si ferma ad un tratto a fissare le acque del fiumiciattolo che scorre lento fra i boschi di leccio e getta qualcosa nel fossato. Si ode allora un suono metallico come di un anello che cade…
Pia de' Tolomei
 
Siena 1286. Tra lotte, sospetti ed intrighi quotidiani la bella nobildonna senese Pia de' Tolomei corona il suo sogno: diventare la moglie di Nello di Inghiramo Pannocchieschi, signore di Castel di Pietra in Maremma, esperto comandante e accorto politico.
Ben presto a causa della guerra Nello deve lasciare la città e la giovane Pia. - Da sola non resterai, - la consolò Nello nel momento del commiato - Ghino ti proteggerà fino al mio ritorno, sai che mi lega a lui una salda amicizia. Sì, con Ghino sarai al sicuro.
 
Castel di Pietra 1295.
 Dolente Pia, dolente Pia
dolente Pia innocente e prigioniera
col capo chino la fronte al seno
pensa a quei giorni del passato ricordi il fior

per quanti mesi, per notti e giorni,
non saprai dire non lo so ma questo è certo
ci fu l’inverno poi primavera
la vita torna nel castello ma non per me (Gianna Nannini-Dolente Pia)

 La febbre da tempo non le dà respiro, le mette arsura e nausea. Getta allora dalla sua prigione ad un pellegrino di passaggio la sua fede nuziale pregandolo di rintracciare Nello della Pietra per invocare il perdono di lui rimettendogli simbolicamente la sua "fede".

Non lontano da Castel di Pietra, il conte Nello de' Pannocchieschi intanto raccoglie le ultime parole dell'amico Ghino che, ferito durante una battuta di caccia, era in punto di morte- Pia è innocente. Io l'ho insidiata, lei ha sempre opposto il rifiuto. L'uomo che vidi uscire dalla sua casa, quella notte, altri non era che suo fratello Piero. Va', liberala dall' ingiusta prigionia.
Nello salì sul cavallo e lo lanciò al galoppo, spinto dalla rabbia e dal rimorso, un rimorso tardivo...
Si avvicinano là, dov'è l'albore: di lumi contornata vede una bara...
Disse Nello: Fermate, per amore,
che dentro qua c'è la mia gioia cara!
Alza la coltre alla bara per via,
e vede morta la innocente Pia.
(poema popolare in ottava rima)

Come morì Pia de’ Tolomei?
Il ricco e potente marito, la uccise o la fece uccidere. Forse avvelenandola, forse strangolandola oppure facendola precipitare dalla finestra della camera nuziale
Oscuro è anche il movente. Forse la donna tradiva il marito? Oppure fu soltanto la vittima delle calunnie di un certo Ghino, al quale il marito, in partenza per la guerra, aveva lasciato in custodia la giovane moglie e che volle vendicarsi sulla povera Pia che gli aveva negato le sue grazie? Oppure lo stesso Nello, invaghitosi di un’altra donna, Margherita, decise di eliminare la ormai scomoda moglie? C’è chi avanza anche un’altra teoria. Qualcuno avrebbe scorto l’ombra furtiva di un uomo che usciva dalla stanza di Pia, abbracciandola e l’avrebbe riferito al legittimo consorte. Il quale non ci pensò due volte a punire l’infedele moglie. Salvo poi apprendere che, in realtà, era stato vittima di un tragico equivoco: l’uomo così in confidenza con la moglie altri non era che il fratello di lei, costretto ad incontrarla di nascosto perchè parteggiava per una parte politica avversa ai Pannocchieschi.

"Deh, quando tu sarai tornato al mondo
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
       


"ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
       
disposando m'avea con la sua gemma".
 (Purgatorio, Canto V, vv. 130-136)
 


pensieri di ilavi alle 00:32 commenti (20)
categoria


domenica, 27 aprile 2008


Ci guadagno il colore del grano

grano

E il piccolo principe disse: “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto tempo dimenticata. Vuol dire creare dei legami...”
“Creare dei legami?”
Creare dei legami... L’amico non è solo quello con cui passiamo il tempo... Ma è colui che decide di impegnarsi con noi in un legame che va oltre la semplice conoscenza... *

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’è un fiore... credo che mi abbia addomesticato...”
...
Ma la volpe ritornò della sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda!
L’amico è chi pensa a te anche quando si è lontani ... è chi nel momento di allontanarsi nonostante le lacrime riesce a donarti un sorriso che illumina il cuore... E’ quella persona che sarà per sempre presente nella tua vita... *
L’amico è quella persona che guarda a te non per quello che SEMBRI ma per quello che SEI... *

E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano...” L’amico è chi ci sta accanto e ci fa sentire unici... *
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore... addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino...”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti!”.
“Che cos’è un rito?”(...)
“E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.”(...)
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “...piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.

(Il piccolo principe-Saint-Exupéry, 1943).

il valore dell'amicizia. Per la volpe significa essere addomesticata, per il piccolo principe vuol dire prendersi cura della sua rosa, la rosa speciale. E per voi?
"Il colore del grano"...che cos'è per voi il "colore del grano"?
* le frasi con * sono mie...




pensieri di ilavi alle 22:43 commenti (19)
categoria amicizia, dedica


giovedì, 24 aprile 2008


A tutti voi

A volte conoscere una persona cambia l’intera tua vita
E spesso ci  si chiede se sia solo il bisogno di un momento, un’illusione o la realizzazione di un sogno a lungo cullato.
Quel che è certo che in quel momento la tua vita cambia e che nulla è più come prima. E tutto ti appare diverso, più bello, più consono a te stessa.
E ti chiedi , allora, come hai potuto fare a meno di quella persona,della sua presenza.
Ogni momento diventa immenso; il domani ha ancora colore e senso.
Ma , soprattutto, l’oggi è quello che conta. Non hai più timore di quello che potrà accadere perché c’è qualcuno accanto a te che condivide le tue sensazioni, ti regala il meglio di se stesso e tu fai altrettanto, senza chiedere, senza pretendere.
E ti abbandoni allora alle emozioni, ai brividi, senza imbarazzo. Naturalmente.
E diventa allora  bello parlare d'amore, sognare l'amore, vivere qualcosa di straordinario.
Ti incanta un sorriso e un volto. Ti sciogli nella tenerezza ogni volta nuova

....Grazie,
 per ogni sorriso,
per ogni parola
per ogni abbraccio
.....Grazie......
di esserci.

ci si legge lunedì

...


pensieri di ilavi alle 19:42 commenti (23)
categoria dedica


mercoledì, 23 aprile 2008


Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo
con questa celeberrima massima inizia la storia d’amore e di morte di
Anna Karenina ( Lev Tolstoj)
 
Siamo nella prima metà dell’Ottocento, tra Mosca e Pietroburgo Al centro della vicenda la tragica vicenda  della bellissima aristocratica Anna, in apparenza moglie appagata di un alto funzionario del governo,  per il giovane e brillante ufficiale Vronskij con il quale scopre l’amore passionale.
 Nella società borghese della Russia zarista, rigida, fatta di convenzioni, in cui l’individuo perde di vista il senso dell’esistenza, fino all’annientamento, il personaggio di Anna Karenina simboleggia il dramma esistenziale tra le imposizioni della morale borghese e la volontà di seguire liberamente il proprio istinto.
Anna sfida le regole   i precetti, le abitudini del suo tempo; abbandona il tetto coniugale perché l'amore che prova per Vronskij è qualcosa di più dell'attrazione fisica e accetta, suo malgrado, anche la separazione dall'amato figlio, il che susciterà il disprezzo della società cui appartiene. Anna è una delle immagini femminili più affascinanti e avvincenti della letteratura russa. Protagonista di una storia antica e sempre uguale di amore e morte, è una donna primitiva nella forza istintiva e travolgente delle sue passioni, una donna senza tempo che vive fino alle estreme conseguenze la sua passione. La morte le apparirà come l’unica via d’uscita quando si renderà conto che l’ amore per Vronsky, divenuto per lei totalizzante, non è privo di quella meschinità da cui aveva cercato di evadere. “Che cosa cercava in me? Non tanto amore quanto il soddisfacimento della sua vanità”
 
In parallelo con la storia di Anna e Vronsky si svolge quella di Levin e Kitty. Agli occhi di Anna il loro rapporto è privo di passione e di sogni ma il loro realismo esistenziale li porta a vivere una vita piena e, per quanto possibile, felice.
La carne e lo spirito, l’amore estetico e l’amore etico
Levin e Kitty rappresentano il contraltare degli amanti immorali Anna e Vronsky; essi scoprono che “la realtà.usuale e consueta, lungi dall’essere meschina o squallida è assai preziosa e bella”.
 (Natalia Ginzburg)
 
Anna e Kitty: l'una che vive un amore passionale, ama e soffre tanto quanto ama, un'anima che non si dà pace, continuamente tormentata da ciò che potrebbe essere costretta a vivere nell'infamia di una scelta fatta però col cuore, colpita da una società formale.
L'altra, invece, prima ricerca e poi vive un amore fatto di piccole cose, nel rispetto delle regole sociali e religiose, devota ai figli, al marito e alla famiglia, alla ricerca sempre della bontà e della devozione.

Anna e Kitty: due facce di una stessa medaglia. Ogni donna, credo, potrebbe ritrovare una parte di sé in ognuno di questi due personaggi. Da una parte una vita povera di pensieri, ma equilibrata, solida; dall'altra, una vita sregolata, all'insegna dell'imprevedibile e dell'incertezza, ma fuori dagli schemi tradizionali e con un brivido in più, sicuramente molto moderna perché Anna sa sempre che sta facendo qualcosa di sbagliato e, nonostante tutto va avanti anche se è  questo che poi la distrugge.
Secondo un'interpretazione corrente, la tragedia di Anna consiste nel non riuscire ad essere né completamente onesta con sé stessa, né completamente disonesta, mostrando così un conflitto interiore amletico, che la conduce al suicidio. Anna è ritratta come una creatura palpitante di vita e di passione, e intimamente lacerata tra i sentimenti che prova per il suo amato, il suo amore di madre, e il suo ruolo di moglie nella società, tre aspetti che in una società come la nostra possono apparire slegati, ma che in quella dell’epoca dovevano essere intimamente connessi (infatti Anna e Vronsky subiscono la condanna della società dei loro pari quando la relazione diviene di dominio pubblico); la sua psicologia è molto ben delineata, il tormento rifinito con dovizia di particolar;  non manca un accenno all’ineluttabilità del destino in alcuni particolari delle scene iniziali e nei sogni premonitori della protagonista.
Dal libro un bellissimo film con l' altrettanto famosissima e indimenticabile Greta Garbo.
 
Anna Karenina: un libro di mille pagine e mille emozioni. Da leggere.
 questo post è dedicato a Viviana:)) lei sa perchè:))


pensieri di ilavi alle 01:09 commenti (18)
categoria donne, cinema, dedica, i mercoledì letterari, figure femminili


domenica, 20 aprile 2008


Amo te
quando sussurri
la tua rabbia
E gridi
 la tua voglia
 di  dolcezza
 
Perchè ridi
 dei miei sbagli
e accarezzi
 i miei sogni
 
Quando mi dici
 Ti amo
 con tenerezza
e
Amami
con pudore
 
Perchè mi prendi per mano
in notti e giorni
di fuoco e di cenere
 
Amo te
quando raccogli
i battiti del mio cuore


pensieri di ilavi alle 10:11 commenti (28)
categoria donne, emozioni, dedica, poetando